Cosa riproduce l’Arte se non la parte di un tutto, di un insieme che è incommensurabile? Cosa ci restituisce l’artista se non la rifrazione di un bagliore eterno, inafferabile? È così e Silvia Rastelli lo sa, e sa che quel fotone di eternità è racchiuso nel volto di ogni uomo. Il volto sovrasta il corpo, astratto, inesistente, a stento immaginabile. Gli occhi dominano, parlano. Negli occhi è custodita la verità, la sofferenza, un’ipotesi di speranza. Fronte, occhi, naso, labbra, lobi sono la mappa genetica di un’intera esistenza. Un vivere a termine, con la sua sconosciuta data di scadenza, che impresso sulla tavola viaggia alla stessa velocità di quel fotone, verso l’umana immortalità che solo l’Arte può donare.
[mostra “Tra Arte E Design”, De Mura, Sala Murat, Bari 2013]
